
Otto mesi di silenzio, di assenza dalle pagine di questo blog che per tanto tempo ho curato come una vetrina: lucida, ordinata, studiata. Un posto dove mostrare le mie creazioni all'uncinetto, dove misurare il mio valore in followers e risultati.
Quando ho riaperto questa porta dopo tutto questo tempo, ho guardato dentro e ho visto qualcosa di strano: non mi ci riconoscevo più. Ho visto una versione di me proiettata verso il fuori, affannata e lontana da sé stessa. Avevo smesso di ascoltarmi.
Il Corpo sa. Lo sa sempre, anche quando noi facciamo finta di non sentire.
Prima una frattura al dito del piede. Poi una tendinite feroce al polso - proprio quello con cui creo. Poi l'altro piede. E infine la sciatalgia: quel dolore profondo, radicato, che mi ha costretta a smettere di stare seduta. A smettere di fare.
Avrei potuto arrabbiarmi. Avrei potuto combattere. Invece, da qualche parte dentro di me, ho riconosciuto quei segnali. Il Corpo non tradisce - racconta. E il mio stava urlando quello che la mente non voleva sentire: stai sbagliando strada.
"Fermati. Ascolta. Torna a Te."
L'inverno come Maestro
La filosofia ayurvedica insegna che ogni stagione porta con sé un insegnamento. L'inverno non è il tempo del fare: è il tempo del radicarsi. È il tempo in cui le piante sembrano morte ma, sotto la terra, in silenzio e al buio, allungano le radici verso il basso per poter, poi, fiorire più in alto.
L'uncinetto come preghiera
C'era però una cosa che non avevo mai smesso di fare. Una cosa piccola, quasi invisibile.
- Lavorando all'uncinetto ho intrecciato preghiere e sciolto nodi. -
Quello che diventerà questo spazio
Non cancellerò i vecchi post. Li lascerò qui, come promemoria affettuoso di quella me che cercava conferme nel mondo esterno. Non la giudico: stava facendo del suo meglio.
Ma questo spazio, d'ora in avanti, sarà qualcosa di diverso. Non una vetrina ma uno Spazio Sacro. Uno spazio dove posare i pensieri, condividere la creatività, abitare la lentezza.
Voglio parlare di uncinetto e di mantra. Di yoga e di natura. Di come si può vivere più lentamente, e scoprire che in quella lentezza c'è tutta la bellezza del mondo. Voglio che chi si sente perso, affannato, lontano da sé, possa trovare qui un piccolo rifugio - e magari un'ispirazione.
Con amore e lentezza,
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